Insomma nn saro'certo io a spodestare i colibri'dal loro trono di esserini superveloci
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salve sono orazio panegirico
devo dire una stronzata ne ho tanto bisogno
-dica orazio stiamo tutti aspettando la stronzata che cambiera'il mondo
mi prendo un po'di tempo per pensarci posso?
che poi alla fine anche se mangio una scatoletta di tonno e faccio una scoreggia va bene lo stesso?
-no orazio lei deve dire la stronzata che cambiera'il mondo
ok pero'prima devo vestirmi come mi si confa'
allora un imbuto come cappello
dei tappi di sughero divaricatori di narici
un po'di prezzemolo cosparso per i peli del pube
una sigaretta fra il naso e la fronte
ecco ci siamo
qual e'la stronzata che cambiera'il mondo signor orazio panegirico?
no dovrei prendere un po'di rincorsa
si dovrebbe ritornare alla vecchia escatologia
orazio ti vedo preoccupato per una stronzata che nn esce dal buco del culo
si sa signore sono costretto ad ammettere che
mi chiamano ciaociao!
d'altronde
quando ho voglia di scrivere
mi si erige un muro
e cerco di scavalcarlo
con magie fittizie
defunti foste
quand'anche il sacrario biasimo'l'ultima specie d'iguana
treppiedi senza piedi
piedi senza tre
e verniciare di rame il crostaceo
ancora nn mi spiego come l'alce
possa divenire calce al tocco del crostaceo
defunti foste
quand'anche i toast s'imbrigliarono in fette d'emmenthal
sukkiare senza stoap il bianco che riluce
definirsi per quello che si compone piano piano
con fortezze di istinto che sgualciscono the reason
defunti foste
quando il cimitero di padre ano s'inginocchio'a sanpietro
le mani tremolose nella panna dello smegma
per una ricettina di besciamella scotta
incredibili testate di ariete sulla porta del sagrato defunto fu
colui che nn diede senso all'alce
deprecato del senso d'essere del tucano
defunti fummo
quando fummo ai defunti foste
con toste toastate di tastiere nn oliate dalle dita di pervinca
in squizzi di visavis
e sentire il visionario asfittico defuntto fu
colui che premette questi tasti tostati alla besciamella di speme
che spreme il tasto testato dall'ariete
che come abete nn fu il cristo di defunto fu
defecati foste in questa vita defunta
che alla rima nn le si combina la defunta rima
rima fa rima con rima
mai piu'di prima
mai piu'di prima
mai piu'di rima
nn so chi si ricorda della canzone::::
ANCHIO CHE ERO UN DRAGO HO PERSO LA CARIOLA
beh io fui gracchiante nell'oro
ma costoro mi tirarono fuori in un pezzo di panno d'oliva
e lo spremettero sulla via del forno
c'imbarcammo in un esempio loco di come l'esempio roco
di drago di spago s'infilo'nella cariola e nn piu'a scuola con il charleston
poi smisi di far progetti e mi misi a farneticare di salmoni canadesi
e sfidai l'orco cattivo delle favole androgine
senza via mi tolsi l'ombellico del mondo si spreme di castro montalto
nel nn visavisare skuizzi di pervinca
anche le donne e gli uomini sfuggono a concetti che le uomine e i donni nn sfuggono
perche'nn sia mai detto che domani ti prenda un salato gusto dietro le ortiche
che spremono giacigli ormai spogli dei brogli
nn collego le dita al cervello
succede questo bordello
meglio giacere dentro a un caldo mantello
perche'se mi arrovello
nn costruisco un castellO
oh che bello
oh che bello Oh CHE BELLO